Cultura Universale
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Vendita delle case, con negozi annessi... succede in Cina
> Tutti i negozi che vedete sono finti... perfino i fiori. Sono una specie di vetrine per vendere le case circostanti e far alzare i prezzi al metro quadro... (succede in Cina)
> The shops you see are fake... even the flowers. They are a sort of showcase to sell the houses around and rises their prices... (it happens in China)
> The shops you see are fake... even the flowers. They are a sort of showcase to sell the houses around and rises their prices... (it happens in China)
Choco Festa in Shanghai (Himalaya Art Center)
Tutto quello che vedete è fatto di cioccolata o zucchero...
Everything you see is made by chocolate or sugar...
Everything you see is made by chocolate or sugar...
ARTrends - Feb. 2012
> A differenza di Cina e Corea, ai giapponesi non piace
comperare arte dai loro artisti contemporanei, anche se ultimamente un
cambiamento si nota e la classe media sta iniziando ad acquistare più di
prima, specialmente opere dal valore non superiore a 5.000$. Allo stesso tempo,
però le gallerie di tutto il mondo sono sempre più interessate ad esporre opere
del Sol Levante (ad esempio, quelle di Kimi Sakaki, Yuwa Kato, Tabaimo, e molti
altri, oltre a quelle del celeberrimo Murakami).
C’è crisi? Forse sì, visto che anche i tabacchi americani hanno deciso di vendere
le proprie collezioni d’arte (7000 pezzi). Per fortuna a Chicago non
manca l’ospitalità: allo Smart Museum va in scena una mostra che accumuna
il Manifesto della Cucina Futurista del 1930 e la cucna irachena, ad elevazione
orchestrale della scena del pasto; inoltre, al MoCA della stessa città c’è Lexander
e il suo femminismo, analizzato attarverso un processo di Appropriazione
culturale. A Los Angeles anche il messicano Lorenzo Hurtado Segovia (CB1
Gallery) che, attraverso le sue
carte tessute, parla di storia ed etnografia. Ad Adelaide, Australia,
Robert Fenton espone al Cube Contemporary Art Projects: i
suoi lavori investigano lo sconfinamento delle figurazioni sul reale,
concentrandosi umoristicamente sulla visione di chi apprezza l’opera d’arte o
come scena reale o come scena da palcoscenico. Alla scoperta dei paesaggi e
della vita quotidiana australiana anche con Oculi dei fotografi Donna
Bailey, Jesse Marlow e Andrew Quilty. Dal Canada, invece, Sonya Ziegler porta
in California la sua timidezza adolescenziale e i suoi ideali per un mondo più
puro attraverso i
misteri della natura, specchio delle tribolazioni terrene e delle forme
intellettuali.
Ed ecco che anche la
scena turca, Instabul in particolare, sta “scoppiando”: il mega-SALT,
miliardario centro d’arte contemporanea, ospita artisti armeni, fotografi
affermati o artisti altrettando famosi, in 100.000 piedi quadrati di
superficie. Perfino gallerie di New York (come la Spirito) stanno spostandosi
in Turchia, allietate anche dalle trascinanti musiche d’Anatolia. Un piccola nota per l’arte
di San Paolo, in Brasile.
Non so se siete appassionati di cinema, ma uno dei film che
più ha colpito nel 2011 è stato il Cavallo
di Torino dell’ungherese Bela Tarr, che nel ripercorre la filosofia della
vita di Nietzsche e del suo cavallo, ha occasione di parlare della vita odierna
combinata all’Apocalisse.
Se vogliamo salvare questo mondo, comunque, c’è l’arte
del riciclo, o anche la
fantasia da supereroi, che sanno diventare Incredibili,
se ben supportata da un piano d’azione concreto. Prendete esempio dall’artista
che ha analizzato
pedissequamente Totoro, il personaggio-invenzione di Hayao Miyazaki,
sottolinenandone tutti i tratti che ricollegano l’opera ad una spiritualità
trascendentale che vede la reciproca interazione di uomo e natura, intesi come
archetipo intellettuale e universale, e non più come relazione con una società
materiale. D’altronde ce lo dice il graffitaro di Facebook David Choe: anche se
hai 200 milioni di dollari, non
ti cambiano di certo la vita (almeno quella interiore) ed, anzi, ci si rimette
in fatto di vita privata.
Le biblioteche più belle del mondo? Le trovate qua…
date un’occhiata a quella in Olanda! Se comunque non vi piace scrivere libri,
potete sempre iniziare
con le lettere…
> Compared
to China and Korea, Japanese people don’t like buying art from their
contemporary artists, even if lately there is a slow change about this
fact and the middle class is starting to buy more than before, especially
works up to $5.000. At the same time, worldwide art galleries are more and more
interested in exhibiting works made in Rising Sun empire: for example the ones
by Kimi Sakaki, Yuwa Kato, Tabaimo, and many others, including the ones by the
celebrated Murakami).
Crisis? Maybe yes, considering
that American Tobaccos are going to sell their art collections (7000
pieces). Luckily,
in Chicago hospitality is a
priority: at Smart Museum goes on an exhibition able to combine the Manifesto of
Futurist Cooking (1930) and Iraqi cuisine, raising the meal’s scene; besides,
at MoCA you may find Lexander and her
feminism, analyzed through a cultural Appropriation process. In Los Angeles the
Mexican Lorenzo Hurtado Segovia (CB1 Gallery) talks about history and
ethnography thanks to his weaved papers. In Australia,
Adelaide, Robert Fenton shows his works able to
investigate the overlap of the imagery on the real (Cube Contemporary
Art Projects), humouristically focusing on the perception of the people who are
appreciating the works of art in both ways, a stage scene or a real one. Discovering Australian
landascapes and daily life scenes is easy with Oculi by the photographers
Donna Bailey, Jesse Marlow and Andrew Quilty. From Canada, on the other hand,
Sonya Ziegler brings to California her teen-ager shyness and her ideals for a
more pure world and she does it with the misteries of the nature, material
tribolationes and intellectual shapes’ mirror.
Also
the Turkish stage is
going “boom”, especially Istanbul: the mega-SALT, billionaire art
contemporary center, hosts Armenian artists, well-known photographers and
painters, thanks to its 100.000 square feet. Even some New York Galleries (the
Spirito, for example) are going to move to Turkey, cheered up for the
exhilarating musics from Anatolia. A small post concerning art in San
Paulo, Brazil, here.
I
don’t know if you are a movie-mad, but one of the most impressive movies in
2011 was the Turin Horse by the Hungarian Bela
Tarr: retracing Nietzsche and his horse’s philosophy of life, the director
wants to talk about the nowadays life combined to Apocalypse. Anyway, if we are
interested in saving our world, we may observe the recycling art, or the fantasy made by
superheores, able to become Incredibles, if it would be
supported by a real action plan. A successful plan is the analysis of the
artist who has slavishly analized
Totoro, Hayao Miyazaki’s character-invention, underlining the whole meaning
and linking the work to a trascendental spirituality for a mutual interaction
between human beings and nature, interpreted as intellectual and universal
archetype, and not as a material society relationship. However, the Facebook
street artist David Choe also says that 200 millions $ are not going to change
your life (at least the inner one) and, on the opposite, they make you lose your
private life.
Interested in the most beautiful libraries in the
world? You can find them here… have a look at the Holland one! Anyway, if you don’t lie writing
books, you may start writing letters…
> Ho scoperto oggi tramite Artprice che la crescita delle
vendite dell’arte Indonesiana è
la prima al mondo (+39%), addirittura superiore a quella cinese (+38%). Il
numero maggiore di collezionisti sta invece in Cina (con una quota di mercato
del 41,43%), seguita da Stati Uniti
(23,57%) e Gran Bretagna (19,36%). In ogni caso, li capisco: chi si lascerebbe
scappare tutto il corredo
modaiolo ed artistico di Liz Taylor per 183 milioni di $ (si parla di 1817
pezzi)? Ma è importante avere un proprio
Laboratorio per vendere bene? C’è chi sostiene di sì, e lo dimostra
adducendo che Van Gogh vendette in vita solo 1 opera delle oltre 900 che
realizzò. Ci sono anche Jens Hoffmann e Maria Lind che ci spiegano le
differenti vie che conducono alla realizzazione di una mostra, e il modo di far
diventare un’arte pubblica. Con le mostre, apre le danze il Portogallo, che dal
10 marzo presenta la concettualizzazione
di Cage, curata da Robinson, Simões e Christian Xatrec, con delle ipotesi
sulle prospettive della nuova generazione di artisti che si sono formati nel
21° secolo e non più nel 20°… e lo fanno ripercorrendo la storia del compositore
americano John Cage, che non è più dal 1992. Una bella mostra anche in
Australia (Fremantel) dove Eredi
e Successori richiamano alla mente i canoni del movimento artistico nato in
seno agli Indigeni del Deserto Centrale d’Australia, i primi dei quali furono
Walangkura Napanangka, Ningura Napurrula, George Ward Tjungurrayi, Jimmy Baker,
Minnie Pwerle e Ngoia Pollard. A Londra, invece la Simon Oldfield ospita Ben Ashton.
Joshua Luthar nel suo Significato e nella Genesi del Big
Bang lavora con parole e
lettere, gioca con il linguaggio in maniera umoristica e anche ideologica
(l’accostamento dato da Genesi-Big Bang) e anche con l’ordine gerarchico e
naturale delle cose (si veda Nessun Particolar Ordine). A chi piacciono le civette?? Ci pensa Justin Ramsey.
D’altronde la sua arte non è così strana, rispetto a quella di Ben Wilson che
ci mette tre ore per dipingere
una gomma da masticare…
>
Today I found on Artprice that the Indonesian art sales increasing is the first in the
world (+39%), even bigger than the Chinese one (+38%). Anyway, the biggest
numebr of collectors is Chinese (with a 41,43% market share), following by U.S.
(23,57%) and U.K: (19,36%). In any case, I understand them: who will let slip the
whole Liz Taylor’s fashion
and artistic equipment for 183 millions (we talk about 1817 pieces)? I
wanna ask… but is it important getting an Art Lab for a sellings
increase? Someone says so, and he proves it with Van Gogh and the fact that he
sold just 1 work when he was alive compared to the 900 pieces realized. There
are also Jens Hoffmann and Maria Lind who are explaining us some different ways to
set up an exhibition, and the way to bring an art public. About some
exhibitions around, we start with Portugal where from 10th March they are conceptualizing Cage, by Robinson, Simões
and Christian Xatrec, bringing some hypotesis about the new 21th century
artistic generation perspectives… and they will do it retracing the history of
the American composer John Cage. An interesting exhibition is taking place in
Australia (Fremantel) where Heirs and Successors bring the canon of the
Central Desert Indigenous art movement on the stage: among the others
Walangkura Napanangka, Ningura Napurrula, George Ward Tjungurrayi, Jimmy Baker,
Minnie Pwerle and Ngoia Pollard. Besides, the Simon Oldfield Gallery hosts Ben Ashton in London.
At
Los Angeles MoCA, teen-agers disagree against the politcs
and authorities’ opinions, while Jacksonville Museum hosts a workshop by Barbara
Ritzman Devereux and
the Detroit one let the Dance Punk
perform their electro musics and the White Car their elecro-dance style
(inspired by Nitzer Ebb, Depeche Mode, Detroit Techno, Italo-Disco), all
together with the psychedelic and ritual Monster Island experiences by Cary Loren. About the
disagree topic, the illustration book issued by Scott Gallery and Arsenal Pulp
presents a superb Stan Douglas art, the Canadian (Vancouver) whose
installations and video showed politics and urba conflict. At Sacramento
Temporary Contemporary has been inaugurated a Gallery-Toyroom displaying designers’
works (John Stuart Berger, Robert Bowen, Carrie Cottini, Marty Gessler e Kim
Scott). In Wellington, Florida, someone may ride a horse with Jo
Taylor (Red Cross Gate Gallery) who is also exhibiting in Liverpool with
another series; on the other hand, the Santa Barbara Art Museum host the Southern Art of
California (1951-69) and celebrates the artistic born of Los Angeles, too. Anyone in Pennsylvania? The entrance at the Art
Contemporary Institute of the local University is free for this month.
Joshua Luthar with his Meaning and his Big Bang
Genesis works with words and
letters, playing with the
language in a humouristic and ideological way (what is the Genesi-Big Bang
mix?) and without forgetting the hierarchical and natural order of the things
(for example, with No Particular
Order). Do you like owls?? See Justin Ramsey’ art, which is not so weird if compared to the Ben
Wilson one. He takes 3 hours for painting a chewing gum…
> Un’altra morte d’arte: ci ha lasciato il grande Antoni
Tapies, a
88 anni, che ho avuto occasione di ammirare anche qui a Shanghai. Il
catalano era uno dei principali esponenti dell’arte astratta e d’avanguardia, e
le croci nei suoi lavori, di diversi materiali, simbolizzavano i 4 elementi e i
4 punti cardinali, in una sorta di ascesa figurativa e trascendentale della
forza della natura. Nel 1948 fondò il Movimento Dopo-Guerra spagnolo che fu
connesso coi Surrealisti e con i Dadaisti.
Stati
Uniti: il Museo d’Arte Huntsville, in Alabama, ospita opere
di artisti di colore in occasione della Mese della Storia Nera, che provengono
dalla “Collezione di Artisti afro-americani” e includono le fotografie di Chester Higgins Jr., Charles
Smith, le ceramiche Clifton Pearson, e i quadri di Mose T.; c’è l’arte del
texano Mark
Nesmith ma anche le gioiellerie
del legno del Racine Art Museum, che si ripromettono di mettervi in
contatto con la natura!
Un pensiero sullo yoga
Lo yoga è una via che permette di
congiungere tutte le dimensioni dell’uomo, attraverso i vari piani, sino alla
pura consapevolezza dell’essere, attraverso una rottura
egoica. L’articolo insiste sulla rottura egoica.
“Nella sua
interpretazione più spirituale,
lo yoga
delle origini può essere
considerato
come un’interiorizzazione del rito sacro di ascesa dal molteplice
all’Uno”: non solo è un’affermazione parallela e che ricorda la via
cardiaca di Saint-Martin, ma esclude/sottomette tutti quegli effetti
secondari che un’ascesa pura può creare e che distolgono dall’obiettivo
fondamentale di chi ascende.
L'ovoide di Assagioli e la riscoperta del Sé
Il pensiero di Roberto Assagioli è stato mal interpretato da alcuni autori contemporanei, soprattutto quelli new-age o delle moderne psicologie.
La sua base di partenza sono la psicanalisi e la
psicologia, ma egli va ben oltre, e coniuga queste due dscipline ad una
spiritualità necessaria volta alla riscoperta del sé. Altrimenti, di per
sé, tali discipline sarebbero confinate allo studio degli aspetti esteriori
della personalità.
Non che lo studio dell’inconscio, della sessualità, delle
patologie o delle morbosità non sia stato importante, ma esso va coniugato in
uno spettro più ampio che vada al di là della singola individualità.
Assagioli è influenzato principalmente da Jung, Bergson
(piani conoscitivi di intelletto e intuizione) e Schopenauer (che ha
traghettato le concezioni
metafisiche indù in Europa), e anche da Vedanta e Upanisad.
Con la psicosintesi ricerca di ricomporre l’Armonia che
per lui è la ricomposizione e cooperazione dei diversi io ed energie presenti
nell’uomo, ed in questo ci possono aiutare proprio i sistemi
indù, dalle scritture alla pratica dello yoga, o anche il buddismo.
Wikitalia.it: una bella iniziativa!
www.wikitalia.it: è un bel progetto. Le Istituzioni devono esistere ma la politica deve essere partecipata. Non devono esistere "caste materiali" (semmai, la casta, deve essere dello spirito) nè facili demagogie e/o populismo.
Si dice nel sito:
"wikitalia è una iniziativa per l'Open Government che si richiama ai principi dell'Open Government."
Nasce un’iniziativa per la bella politica. Si chiama wikitalia, utilizza la rete di Internet quale piattaforma e si richiama ai principi dell’Open Government recentemente adottati dalla Open Government Partnership guidata dal presidente Usa Obama e dal premier Uk Cameron con 46 paesi, tra cui l’Italia.
Trasparenza della vita politica; disponibilità dei dati pubblici; e partecipazione collaborativa dei cittadini sono i pilastri di wikitalia promossa da un gruppo di esponenti del web e della innovazione “convinti che Internet possa abilitare nuove forme di collaborazione fra istituzioni e cittadini”.
Bere e Sapere: un libro che parla di vino, cibo e filosofia!
Cibo, vino e filosofia: potrete leggere di degustazioni di superbi vini e aulici cibi abbinati alla Filosofia di Platone.
Chi ha passione per Vino e Cibo ha in mano il libro giusto: potrete ammirare la poesia che nasce mettendo insieme questi due elementi che già sono - da soli! - aulicità sulle nostre Tavole.
L'accostamento diventa sublime, se vengono coniugati con la straordinaria dialettica di Platone.
E' un esperimento che proveremo insieme: ogni degustazione enologica sarà accompagnata da un abbinamento gastronomico e... uno scritto del Filosofo greco!
Non c’è occasione migliore per sperimentare un Laboratorio enogastronomico, se non quella di iniziare con un Simposio dei sensi gusto-olfattivi, che coinvolga anche la Sfera Mentale.
Lo trovate:
- in tutte le Librerie laFeltrinelli d’Italia (trova qui la libreria più vicino a te!) o online sul sito www.lafeltrinelli.it
- online sul sito ilmiolibro.it
- per chi vive a Perugia o nei dintorni, a prezzo super-scontato presso Enoteca “BereSapere”
Via Mentana, 43 (zona Stazione), Perugia
Tel.: 0039-075-5056053; Fax: 0039-075-5017154
Bere e Sapere. Laboratorio e Simposio di degustazione dei grandi vini e delle delizie del palato attraverso la Filosofia di Platone.
pagine 252, b/n, 15x23 cm.
ISBN: 9788891002624.
Gli autori:
Gionata Ricci Alunni, laureatosi in Scienze Politiche nel 2006 e specializzatosi nel 2008, vive da oltre tre anni in Cina.
La collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai (2008-11) gli ha permesso di decicarsi ai suoi interessi: le relazioni culturali e la diplomazia, l’organizzazione e la promozione di eventi, l’arte e la lettura; al tempo stesso, è riuscito ad approfondire il suo sentire verso un Paese troppo spesso poco conosciuto.
I suoi interessi personali spaziano dallo studio della Storia a quello della Filosofia, dalle Religioni alle più diverse forme Artistiche.
Gabriele Ricci Alunni è nato a Perugia, dove vive. Lavora nel modo del vino e della ristorazione da quasi 40 anni. Dal 1992 al 2005 è stato Beverage Manager all’ “Hotel Giò Arte e Vini” di Perugia, acquisendo grande esperienza nel settore enogastronomico. Sommelier da 25 anni, ha ricoperto fino ad ottobre 2010 la carica di Presidente Regionale Umbria dell’Associazione Italiana Sommelier, di cui è anche Relatore abilitato e Degustatore ufficiale. Apprezzato enogastronomo, dal 2005 è titolare della più importante Enoteca dell’Umbria, “BereSapere”, dove quotidianamente si impegna a diffondere la cultura del vino e del consumo consapevole di cibi e bevande.
Attualmente è componente della Giunta Esecutiva Nazionale A.I.S..
BUONA LETTURA!
Piazza Sempione a Shanghai
Piazza Sempione rafforza la sua presenza in Cina con l’apertura di un nuovo negozio a Shanghai.
Piazza Sempione ha presentato l’apertura di una nuova boutique in Cina, a Shanghai, presso il prestigioso mall Citic Square, situato in Nanjing Road, una delle vie più visitate del centro e meta
privilegiata dello shopping di lusso in città.
Il nuovo negozio di Shanghai si aggiunge a quelli già presenti a Pechino (Shin Kong Place) e a Taipei (Regent Gallery), consolidando la strategia di sviluppo ed espansione retail in Cina, attraverso il posizionamento esclusivo all’interno delle più importanti location della moda e del lusso internazionale.
Il piano di crescita nel Far East avanza dunque in piena sinergia con l’implementazione della rete di distribuzione di Piazza Sempione in Giappone e a Hong Kong, mirando a rafforzare la presenza e la riconoscibilità del marchio in questa regione chiave.
La boutique si estende su una superficie di 100 metri quadrati e presenta l’intera linea ready-to-wear e accessori di Piazza Sempione, in un’atmosfera calda e accogliente.
Gli interni riflettono il distintivo store concept globale del marchio, caratterizzato da un sofisticato contrasto cromatico e materico che combina superfici naturali e innovative.
“L’opening di Shanghai rappresenta una nuova e significativa tappa nel percorso di crescita di Piazza Sempione in Asia, consolidando ulteriormente l’importante piano di sviluppo che prevede per il 2012 una serie di nuove aperture”, dichiara Enrico Morra, Amministratore Delegato di Piazza Sempione.
“La clientela cinese si è estremamente evoluta e desidera ritrovare i valori di raffinatezza, eleganza e artigianalità che hanno reso il Made in Italy famoso in tutto il mondo; gli stessi che, nell’anno del suo 20° Anniversario, continuano ad ispirare la filosofia creativa e lo stile di Piazza Sempione”.
Piazza Sempione, con sede a Milano, è controllata da L Capital, il fondo di private-equity sponsorizzato dal gruppo LVMH (Louis Vuitton Moët Hennessy).
MIP - Politecnico di Milano, “Il marketing si guarda allo specchio e si scopre strabico…”, indagine condotta dal Prof. Noci, dal Prof. Boaretto, e dal Prof. Abis
Ebbe luogo a circa fine ottobre 2011 un sondaggio del MIP – Politecnico di Milano sul tema dei cambiamenti in corso nelle politiche di marketing e comunicazione alla luce dei nuovi trend dei media digitali e della convergenza multimediale (personalmente sono stato invitato a perteciparvi in data 30 ottobre dal Prof. Giuliano Noci).
Romano Amerio e le variazioni della Chiesa cattolica. Un libro incompreso: è il sovrannaturale che prevale sul mondo sensibile.
Per i culturi, il testo di Amerio si trova QUI.
Il Card. Hoyos tocca già nella prefazione quella che è l’essenza del libro di Amerio: “ciò che cambia sono adattamenti che non toccano le basi”. È quello che dice Amerio per il Vaticano II, che per quanto innovativo e radicale, non ha mutato quelli che sono i princìpi ultimi della Chiesa, la Tradizione, anche se la Chiesa cattolica è un’opera in continua costruzione.
Amerio non ha nessun desiderio del passato perché “tal desiderio implicherebbe un rigirare del divenire umano in sé stesso e dunque un compimento”.
Parla di variazione della Chiesa cattolica e non di crisi, proprio per dire che non c’è momento di rottura, non c’è il passaggio da un’essenza all’altra. Allo stesso tempo – puntualizza – non bisogna negare un certo smarrimento della Chiesa (che è anche un dissenso interno ad essa, sino ad intaccarne l’unità), anche se la cosa importante è rendersi conto che l’antagonismo che c’è fra una Chiesa ideale e la sua manifestazione nel mondo reale è solo un fatto accidentale.
Rileva anche come il periodo più profondo del Cristianesimo sia quello medievale, e anche qui i fatti negativi umani, non sono che effetti secondari.
La Chiesa contingentamente occupa anche la vita temporale e perciò è essa stessa influenzata da variazioni accidentali, ma ciò non vuol dire che l’essenza della Chiesa si deve conformare al mondo.
“La Chiesa diviene ma non muta”: non può nascere qualcosa di nuovo.
La crisi in quanto tale, e nel senso di Amerio, non può generare, causare alcun bene. Se anche dei beni occasionali vi fossero, non sono che eventi disgiunti e non sono generati dal male. La linea di causalità è diversa: bene e male restano con la loro intrinseca essenza.
Nel caso della Chiesa buono è il sistema, non i mali entrati nel sistema.
Detto questo, Amerio individua momenti di forte variazione nella storia della Chiesa:
- il Concilio di Gerusalemme (50 d.C.): non solo perché avviene la separazione formale tra ebraismo e cristianesimo, ma anche perché separa il giudizio sui principi dal giudizio sull’applicazione dei principi. Insomma, anche qui non sono i principi ad essere messi in discussione, ma la forma storica che tali principi prendono. La storicità viene distinta pertanto dal principio.
Vorrei notare una cosa: Amerio tende ad una coincidenza fra le parole dogma e principio come sinonimi credendo i dogmi della Chiesa cattolica (credo, più che cristiana in generale) come facenti parte di quei principi invariabili.
- Nicea (325 d.C.), dove si separa il dogmatico dal filosofico e dove i cristianesimo viene considerata religione soprannaturale e del mistero, in particolare del mistero dell’Incarnazione.
- il Medioevo, con la corruzione del costume clericale e il conflitto con l’Impero: anche qui non viene intaccata l’essenza della Chiesa.
- la Riforma, che ha le radici nel Rinascimento inteso storicamente come riscoperta di un uomo naturale e mondano. Questo, fa capire Amerio, significa che si dà preminenza al mondano (e anche uomo misura di tutte le cose), dimenticandosi dell’insegnamento del Cristianesimo, di un uomo Dio restauratore il cui fine è la glorificazione di Dio; e dimenticandosi dei momenti ascetici medievali e rinascimentali che hanno relativizzato il mondano.
“Il cattolicesimo prepone il logico a ogni forma dello spirito e la sua larghezza abbraccia una pluralità di valori”, laddove con la Riforma si mette in discussione il principio fondamentale della Chiesa: la sua autorità; prevale quindi il sentimento e il pirronismo, e la fede diventa persuasione.
Puntualizzo: l’obiettivo di Lutero, non era questo, ma il suo intento originario prima della Riforma storica era di rimanere all’interno della Chiesa e correggerne i difetti contingenti.
La versalità di "Destra o sinistra"
Un giovane gambero pensò: “Perché nella mia famiglia tutti camminano all’indietro? Voglio imparare a camminare in avanti, come le rane, e mi caschi la coda se non ci riesco”.
Il giovane gambero, da “Favole al telefono” di Gianni Rodari
“Destra o sinistra” è un romanzo semplice, ma al tempo stesso complesso. L’autore sa tirar fuori dal proprio e dall’altrui inconscio dei temi letterari di grande portata, per coloro che li sanno cogliere.
E come specifica, non parla di politica.
Innanzitutto i due protagonisti, Li e Zhang: in tutto il libro la vena poetica tira verso un dualismo che è proprio della natura umana, e che non riguarda solo i due personaggi principali, uomo e donna, ma anche il loro carattere oscillante tra la formalità (Zhang) e la semplicità (Li) e le loro passioni, il primo per la musica (Bach, e musica classica in genere) e la seconda per la lettura.
Questa divisione dualistica ci ricorda niente di meno che Platone, quando nel Fedone parla della dualità che è connaturata non solo nel mondo sensibile, ma anche in quello metafisico, nel mondo intelligibile. Non solo bianco e nero, piacere e dolore, uomo e donna, ma anche Limite e Illimite (Filebo), e Uno-Diade indefinita (dottrine non scritte).
Soggettivisticamente, si potrebbe dire che Zhang e Li, messi insieme, vadano a formare quella che è l’essenza dell’autore del libro, Francesco Varriale, poliedrico scrittore che (per lavoro) sa essere formale, ma al tempo stesso ama la semplicità; ascolta la musica, e gli piace leggere; contempla la bellezza della natura e va a teatro.
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